domenica 17 aprile 2022

Recensione: "Il Domatore di Demoni" di Christian Brancati

Ben ritrovati miei cari lettori e benvenuti a coloro che leggono per la prima volta un mio articolo, qui su Lettrice di Note!
Oggi vi voglio parlare della mia ultima collaborazione, per cui ringrazio l'autore Christian Brancati, "Il Domatore di Demoni" che mi ha fatto tornare nell'Antica Roma con una rilettura fantasy che mi ha molto incuriosita. 

Genere: Romanzo fantasy storico
Casa editrice: Independently published
Prima pubblicazione: 2018
Lunghezza: 326 pagine
Prezzo:  2,99 (e-book) 
Link per l'acquisto:  E-book 
Trama:

Le leggende narrano di un piccolo villaggio creato dagli Dei, dove la vita scorre senza che ci sia la morte a fermarla. Gli adulti nascondono un gran segreto: sulle montagne vive un Drago malvagio, custode di un antico potere, e si dice che mangi soltanto bambini. Nel buio della notte, mossi dalla brama di tale potere, i Demoni invadono l’impenetrabile catena montuosa del Kòlgota che protegge il villaggio. Soltanto Dasmond, un giovane ragazzo, combatte i nemici per salvare il vero erede dell’antico potere: “Il Figlio del Drago”. Una storia emozionante ambientata ai tempi dell’Imperatore Costantino, dove i Demoni si confondono tra la gente e solo pochi prescelti riescono a estirpare il Male dal nostro mondo. Sono coloro che un giorno saranno chiamati i “Domatori di Demoni”.

L'autore Christian Brancati mi ha permesso di immergermi in una storia che ho trovato affascinante, con molti spunti originali e un'accuratezza nella terminologia che mostra quanto l'autore conosca e sia appassionato alla storia dell'Antica Roma.

Il romanzo si apre con la distruzione del Villaggio degli Dei da parte dell'esercito romano, in realtà controllati dai demoni, che vogliono trovare il così detto "Figlio del Drago", che poi si scoprirà essere un bambino di cinque anni di nome Damian
A distanza di circa quindici anni da quella terribile vicenda Damian si risveglia nella campagna romana, privo di memoria, qui inizierà il suo viaggio che lo porterà all'interno del colosseo come gladiatore, scoprendo che i demoni si sono impossessati dei più potenti patrizi e dello stesso imperatore. Ci vorrà tutta la sua forza e il suo coraggio per svelare il mistero del suo passato e trovare la strada verso il suo destino, controllando i propri poteri e arrivando a sconfiggere il Male. Aiutato da inaspettate e forti amicizie strette proprio con altri giovani dai poteri soprannaturali, demoni pentiti e poteri inaspettati. 

Una trama avvincente e molto originale, che mi ha subito incuriosita e catturata, ma purtroppo non posso dire la stessa cosa dello stile e del ritmo della narrazione, che non ha retto il confronto con le aspettative che mi ero fatta. 
Si tratta di una storia ricca di terminologia specifica ben spiegata, la descrizione delle armi e dei loro usi, caratteristiche ecc., occupano davvero ampi paragrafi a volte facendo perdere il ritmo della storia.  
Non posso negare che lo scrittore abbia fatto un ottimo lavoro di documentazione, ma purtroppo non è riuscito adeguatamente ad armonizzare il tutto causando un appesantimento  del testo.  

E anche i personaggi non sono stati approfondito bene, purtroppo non sono riuscita a immedesimarmi con nessuno di essi, e non perché io sia una ragazza, ma perché ho trovato il testo poco emotivo anche là dove avrebbe dovuto esserlo, come la distruzione del villaggio. Sebbene ogni personaggio abbia le proprie caratteristiche e i propri potenziali soprannaturali, come gli amici che aiuteranno Damian nella sua missione. 
Intendiamoci, è un romanzo molto carino in cui ho notato uno stile ancora acerbo che avrebbe bisogno di un ulteriore elaborazione per poter esprimere al massimo il proprio potenziale, ed è per questo che mi è dispiaciuto notare tante piccole imperfezioni. 


V A L U T A Z I O N E :  2,5 / 5 ⭐

Conclusione: 

Una storia originale, con qualche difetto, ma perfettamente godibile per gli appassionati e chi è più curioso di conoscere nuove terminologie e immergersi in una leggenda intrigante! 

Sono curiosa di seguire l'evoluzione di questo autore nei suoi prossimi romanzi!


A presto

Jess 💙




lunedì 12 aprile 2021

Recensione: "Il destino che non ho scelto" di Sara Masvar

Eccoci di nuovo qui su Lettrice di Note con un nuovo libro, per una nuova settimana!
È da un po' che volevo parlarvi di questo romanzo grazie al quale ho scoperto una scrittrice piena di grinta e talento che mi ha piacevolmente intrattenuta, facendomi superare il blocco del lettore! 
Ma partiamo con ordine...


Genere: Romanzo rosa
Casa editrice: Independently published
Prima pubblicazione: 30 settembre 2019
Lunghezza: 255 pagine
Prezzo: 11,99 euro (cartaceo) 
Link per l'acquisto: Clicca qui
Trama:

Nel cuore di una delle tante notti in cui non riesce a dormire Alice riceve una telefonata.
Le basta sentire quel nome, Daniele, per tornare indietro nel tempo col pensiero e rivalutare ogni sua singola scelta fatta, sia volontaria che non. L'infanzia particolare, i cinque fratelli che fanno parte della sua quotidianità, gli amori mai vissuti veramente e quel solo Destino, l'unico davvero possibile, che non ha saputo tenersi stretta.

Questa è la storia di una donna e di un uomo, di un amore inaspettato, di una famiglia segnata dal dolore e di due bambini provati sin dall'infanzia. Due barche alla deriva che si cercano e si trovano ma non hanno ancora capito che solo insieme, legati l'uno all'altra, potranno salvarsi.


Si tratta di Sara Masvar, di cui ho letto "Il destino che non ho scelto", un libro struggente sulla crescita personale, sul significato vero di amore e famiglia. 

Si tratta di un racconto che si apre con la protagonista Alice che viene svegliata in piena notte da una chiamata proveniente dall'ospedale di Bergamo. Un uomo è stato ricoverato in gravissime condizioni e nel suo portafoglio è stato ritrovato solo il suo recapito. 
Si tratta di Daniele Destino, il suo primo amore. 
Nonostante Alice si trovi incinta di otto mesi, decide di recarsi subito in ospedale, decisa a risolvere una volta per tutte il proprio passato. 
E proprio da qui si inizia a ripercorrere attraverso gli anni le vicende della sua famiglia,  della sua vita, che l'hanno resa la donna che è ora.

Le tematiche centrali della storia sono i rapporti tra famigliari, il confronto cn la pardita e il senso di abbandono, lo sviluppo di un forte legame indissolubile che si crea fra Alice e Daniele sotto ai nostri occhi, fin dal loro primo incontro. Due poli opposti che si attraggono irrimediabilmente nonostante le distanze e il destino che gioca ad avvicinarli e ad allontanarli continuamente.

I personaggi sono subito ben definiti, nitidi nella mente del lettore, con una cura particolare nella descrizione psicologica più che fisica, fatto che ho molto apprezzato. Inoltre il modo originale con cui è articolata tutta la trama, i capitoli che cambiano anche prospettiva, passando dalla protagonista ad altri personaggi molto importanti nella storia non disturbano per niente la scorrevolezza del tutto. 
Anzi, denotano una vera e propria maestria da parte dell'autrice nel saper cambiare i toni e il linguaggio, seguendo le caratteristiche psicologiche del narratore. E ci permette, come lettori, di immedesimarci maggiormente in tutte le vicende. 

Lo stile di Sara Masvar è la parte che mi ha colpito di più, ha la capacità di passare da un tono quasi poetico a uno schietto e rude, come un dialogo interiore dei singoli personaggi. Si tratta di uno stile diretto, pieno di emotività nella sua capacità di riuscire a utilizzare un linguaggio colloquiale e allo stesso tempo intenso nel bel mezzo della narrazione. Utilizza anche parole in dialetto incastrate perfettamente nei contesti, che permettono una resa davvero reale di tutto, dando un tono più regionale e intenso perché si sente l'Italia, si sentono le sue sfumature e i suoi colori. Una cosa che ho amato.


"Si avvicinava e il mondo andava in pezzi. E se da una parte desideravo che tutto si frantumasse il più in fretta possibile dall'altro ero stufa di essere sempre in bilico fra la certezza dei miei sentimenti e l'incertezza dei suoi.  Ed avrei voluto abbracciarlo, baciarlo, fare sesso con lui in quel divano tanto quanto avrei voluto prenderlo a schiaffi, sputargli addosso tutto il mio risentimento e dirgli che lo odiavo. Anche se non era vero, perché uno come lui non sarei riuscita a odiarlo mai.  
[...] C'era tutto e non c'era niente perché non c'era lui."


 V A L U T A Z I O N E :  5 / 5 ⭐


Conclusione:
Definire questo romanzo solo un romanzo rosa è conformarlo solo a un genere, invece io dentro a questo libro ho trovato un mondo indefinibile di sentimenti, personaggi con cui epatizzare o arrabbiarsi, mille sfumature di vita e una storia avvincente. 

Non ho molto altro da aggiungere, è un libro che consiglierei a tutti quei lettori che vogliono vivere un'altra vita piena di emozioni e che vogliono ancora una volta innamorarsi di un amore forte e travagliato, ma per questo così vero da far male. 

Spero di avervi convinti a leggerlo, questo libro come questa scrittrice merita un sacco. 
Ah! E se volete sostenermi e rimanere aggiornati su i prossimi articoli vi consiglio di iscrivervi tra i Lettori fissi del mio blog! 

Ci vediamo alla prossima recensione, sempre qui su Lettrice di Note!

A  presto 

Jess🖋💙

martedì 23 febbraio 2021

Recensione: "Il libro dei Baltimore" di Joël Dicker

Ben ritrovati, qui su Lettrice di Note
Ho appena terminato la lettura di un romanzo bellissimo, il primo che leggo di Joël Dicker e per questo devo ringraziare la mia migliore amica! Ne avevo sentito parlare molto, e ora posso darvi finalmente la mia personale opinione!


Genere: Romanzo, mistero, gialli noir
Casa editrice: La nave di Teseo 
Collana: I Delfini Best Seller
Prima pubblicazione: settembre 2016
Lunghezza: 587 pagine
Prezzo: 13.77 euro (cartaceo)/ 6.99 euro (e-book)
Link per l'acquisto:  Cartaceo / E-book 
Trama:

Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di La verità sul caso Harry Quebert. I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?

Una trama interessante che incuriosisce subito, devo dire che questo libro mi ha colpita fin da subito dalla copertina, in cui il nero predomina gridando "MISTERO!" e "LEGGIMI!" in un modo irresistibile. 

E devo ringraziare la mia migliore amica per questa piacevole lettura e per avermi permesso di innamorarmi a mia volta dello stile di scrittura di questo fantastico autore! Aveva  perfettamente ragione nel lodarlo, e ora spero di incuriosirvi abbastanza da spingervi a leggere un suo libro a vostra volta! 

"Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker è un romanzo fatto di ricordi, una descrizione a ritroso nel tempo, da diverse angolazioni, un crescendo prima che arrivi il momento culminante, preannunciato già dalle prime pagine e che quando si legge lascia il lettore a bocca aperta. 
Nello stesso tempo, vi è il filone del presente che avanza parallelamente, parlando della vita del narratore, lo Scrittore, alle prese con la stesura di un nuovo libro e che a sua volta si ritrova ad affrontare un fantasma del passato più presente che mai nella sua testa e che il destino gli riporta davanti anche dal vivo. 
Perché alla fine la vita va avanti e, a volte, la storia di una famiglia ha bisogno di essere rivissuta e risolta prima di scrivere le battute finali dell'epilogo. 

Ho amato il modo in cui i personaggi sono stati descritti e sviscerati, come la psiche umana sia messa a nudo, come i ricordi si sostituiscano poi con la verità cruda, le scoperte sconcertanti e ogni tassello si incastri perfettamente disegnando una nuova immagine, intera e nitida, svelando ogni cosa, non più solo la luce ma anche le molteplici ombre che tratteggiano i contorni nitidi e taglienti di una tragedia famigliare inaspettata e toccante.  


" Perché scrivo? Perché i libri sono più forti della vita. Sono la più bella delle rivincite. Sono i testimoni dell'inviolabile muraglia della nostra mente, nell'inespugnabile fortezza della nostra memoria. "



V A L U T A Z I O N E :  5 / 5 ⭐



Conclusione: 
Credo sia un libro di quelli che fanno riflettere molto, ti fanno ripensare alle apparenze, alle differenze tra quello che pensiamo di vedere e quello che c'è realmente. 

Un libro da leggere per sorridere, stupirci e, sì, versare qualche lacrima. Si legge di una famiglia, di ammirazione e gelosia, di personaggi talmente veri che potresti facilmente immaginarli per strada, a giocare nel parchetto della tua città, a sfogliare libri nell'aula studio della tua università o a cena in quel ristorante dove fanno una pizza buonissima.

Ecco è tutto famigliare, caldo e coinvolgente. 
Perché si sa che sta per succedere La Tragedia, ma non si sa cosa sia esattamente e come possa essere successa, tutto questo ti spinge a divorare il libro in pochi giorni. 

Ecco, è un libro da leggere anche solo per guardare la realtà che viviamo tutti i giorni con occhi diversi. E apprezzarla.

Detto questo, lo avete già letto? O avete un altro titolo di questo scrittore da suggerirmi che devo leggere assolutamente? 

Alla prossima recensione, sempre qui su Lettrice di Note!  


Jess 💙

lunedì 25 gennaio 2021

Recensione: "Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman

Ben ritrovati con una nuova recensione librosa, qui su Lettrice di Note
Quest'oggi andremo a leggere un libro un po' diverso dal solito, ma che ho apprezzato particolarmente per la sua storia e, soprattutto, la sua protagonista! Si tratta di "Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman, un romanzo interessante e ricco di spunti di riflessione.



Genere: Romanzo rosa, narrativa psicologica
Casa editrice: GARZANTI
Prima pubblicazione: maggio 2018
Lunghezza: 352 pagine
Prezzo: 17,00 euro (cartaceo) 
Link per l'acquisto: Clicca qui
Trama:

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.


Era da tempo che volevo leggere questo libro, lo ammetto! 
Gli facevo il filo ogni volta che entravo in una libreria, ma solo recentemente sono riuscita a comprarlo, visto che prima mi ero imposta di finire di leggere quelli che avevo accumulato. 
Bene, ora dopo Natale ho una nuova lista di libri da finire prima di poterne comprare altri quindi la storia si ripeterà, ma meglio non divagare!

Il romanzo "Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman è u racconto che si basa sulla scoperta della vita attraverso gli occhi di una giovane donna con un passato oscuro e tragico che verrà rivelato lentamente, pagina dopo pagina, per farci capire e affezionarci sempre di più. 

Eleanor Oliphant è una protagonista  schietta e sincera, tanto da risultare ironica e divertente per la sua ingenuità e la sua quasi totale incapicità di relazionarsi con gli altri.  Ho adorato il modo in cui si sviluppa e cresce, un personaggio imperfetto influenzato da una madre ingombrante e dalla solitudine che inizia lentamente ad aprirsi agli altri grazie a un nuovo collega Raymond Gibbons e alla sua infatuazione per un cantante di una piccola band locale, che la spinge a cambiare. 

Lo stile dell'autrice è semplice e scorrevole, con molti spunti di riflessioni e descrizioni interessanti e pieni di logica, essendo un libro scritto in prima persona ci mostra completamente il carattere e le motivazioni di una protagonista tanto difficile e particolare, strappando un sorriso anche nelle situazioni più imbarazzanti o delle riflessioni concrete a proposito di argomenti particolari. 

"Mi chiesi se gli uomini si guardino mai allo specchio, e trovino in sé stessi dei difetti fondamentali. Quando aprono un giornale o guardano un film, s'imbattono unicamente in uomini giovani di eccezionale bellezza che li intimidiscono facendoli sentire inferiori perchè non sono altrettanto giovani e belli? poi leggono articoli che ridicolizzano quegli stessi uomini belli se acquistano peso o indossano qualcosa che non gli dona?"

Questa rflessione della protagonista è semplicemente geniale, ribaltare un pensiero comune sulle donne in ambito maschile, domande sensate he sfattano gli stereotipi della società. 

V A L U T A Z I O N E :  4,5 / 5 ⭐


Conclusione: 

Un libro che fa sorridere e riflettere, che tratta tematiche delicate come l'ossessione sentimentale, la depressione e la dipendenza in modo leggero e forte, con una logica tagliente e la lenta consapevolezza di sé stessa. 
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono vedere il mondo attraverso altri occhi  e appassionarsi a una storia forte che da tanto. 

Spero di avervi incuriosito, e voi avete letto libri di questo genere? Psicologici e con protagonisti così dinamici? 

Alla prossima recensione! 

Jess💙


sabato 23 gennaio 2021

Serietvmania: Le terrificanti avventure di Sabrina, parte 4

 

Genere: Teen drama, dark fantasy, horror
Stagioni: 2 (4 parti)
Episodi: 36 (49-64 min.)
Anno: 2018 - 2020
Casa di produzione: Warner Bros, Television, Archie Comics, Berlanti Productions

Voto: 3,5 / 5 ⭐


Ho iniziato questa serie tv due anni fa ormai e me ne sono subito innamorata per la fotografia, lo stile dei personaggi e l'atmosfera dark che alleggia fin dall'inizio. 

Si tratta della reboot della sitcom Sabrina - Vita da strega, andato in onda dal 1996 al 2003, in chiave più gotica e horror, ispirata ai nuovi fumetti sempre prodotti dalla Archie Comics. 
Devo dire che le scorse stagioni sono state interessanti e mi sono piaciute molto, una serie tv diversa dal solito e con personaggi particolari ma amabili che si sviluppano e cambiano durate le quattro parti prodotte.

Ma iniziamo con ordine, queste 2 stagioni raccontano la vita di Sabrina Spellaman, una ragazza orfana cresciuta dalle sue due zie HIlda e Zelda, è apparentemente una ragazza n qualsiasi che frequenta la scuola, ha un gruppo di amici e va al cinema con il suo ragazzo, Harvey. Ma in realtà nasconde una doppia natura: lei è per metà strega e tutto inizia col suo sedicesimo compleanno.
Infatti in questa data dovrà apporre la propria firma nel Libro della Bestia, giurando fedeltà a Satana, per diventare a tutti gli effetti una strega e rinunciare per sempre alla sua vita mortale, andando a studiare all'Accademia delle Arti Occulte.

L'unico problema è che a Sabrina non piace dover sottostare a regole che le sono state imposte e non vuole rinunciare a una parte di sé.   

E da qui iniziano tutte le avventure mostruose e una lotta tra lei  e Lucifero, ricca di colpi di scena e nuove rivelazioni. Si tratta di un percorso di crescita e di emancipazione, di sacrifici e nuove consapevolezze che culminano tutte in questo ultimo atto finale.  

Avevamo iniziato questa storia con una Sabrina ricca di prontezza di spirito e piena di domande, indipendente da qualsiasi relazione amorosa e alle prese per la prima volta a camminare da sola, la sua doppia natura letteralmente sdoppiata e le parole del cugino Ambrose che preannunciavano nuove avventure. 

In quest'ultimo atto troviamo una Sabrina più isolata e con molti dubbi sulle scelte che ha fatto, mentre arrivano i nuovi mostri: gli Orrori di Eldrich tratti dagli scritti di Lovecraft si preannunciano temibili e spaventosi, non solo con l'obbiettivo di distruggere Greendale ma l'intero cosmo. 

I ritmi sono serrati, nuove rivelazioni mostreranno un nuovo lato di diversi personaggi, e non mancheranno neppure momenti di trash con una gare di band tra quella di Harvey e una resuscitata dall'oltretomba, con l'intervento di Sabrina che salva la situazione. 
Insomma una bella quarta parte, anche se il finale evidentemente affrettato mi ha lasciato l'amaro in bocca. 

Non farò spoiler, ma ammetterò che l'ultimo episodio mi ha un po' spezzata. 

Tuttavia nel complesso è una serie tv che consiglio a tutti coloro che amano lo splattere, le atmosfere dark e gotiche, i personaggi con la battuta pronta e  il mondo della magia oscura. 

Se anche voi avete appena finito la serie, scrivetemi la vostra nei commenti! Così possiamo sfogarci un po' tutti insieme! 

Alla prossima recensione!

Jess🎬💥